Manuela Molinari


manu 2BIOGRAFIA

"Andy Warhol ha insegnato che la fotografia è il disegno grigio e maligno che sostiene e contamina la pittura moderna. E quando è venuto alla Biennale di Venezia a spettegolare sui suoi personaggi popolari (Marilina o Elvis the pelvis che fossero), era il 1964.

Proprio quando è nata Manuela, fotografa fortunata che, senza saperlo e volerlo, ha sùbito respirato questa novità made in Usa: la fotografia non più considerata arte minore (come- del resto- l'illustrazione, il manifesto, il monitori), ma protagonista in prima fila, alla pari con la pittura, la scultura, la grafica, il collage.

Una rivoluzione.

Così Manuela, fin da piccola, ha sdegnosamente rifiutato la banalità dello scatto fine a se stesso, scegliendo tagli decisi e squadrati (vicini alla pittura astratto geometrica), colori per composizioni metafiiche (si vedano i quasi- umani agglomerati di stoffa incontrati in Africa) e ritratti faticosi come quelli dei matti."

Tiziano Marcheselli

http://www.centrophotomolinari.com/